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Articoli dalle nostre sedi AVIS nel territorio Veronese
 

19/03/2005 Apertura nuovo centro Trasfusionale per la zona est Veronese. Autore: Olivo Zampieri
In questi tempi tutto è difficile.
C’è chi dice una cosa e un altro tutto l’opposto. Non va bene nulla e non siamo mai contenti.
In più se aggiungiamo la nostra naturale inclinazione alla critica piuttosto che riconoscere quanto di buono e positivo molta gente fa per il prossimo o per la collettività, il disorientamento è totale.
C’è gente che parla parla parla e alla fine i fatti o le cose concrete sono poche per non dire altro.
Per fortuna non è sempre così.
Il 19 marzo scorso è stato inaugurato il Centro Trasfusionale nel nuovo ospedale di San Bonifacio, vero fiore all’occhiello del volontariato, un esempio di positività.
“Il Pubblico”, con i soldi della comunità realizza un’opera bella, efficiente, accogliente dove centinaia di donatori volontari potranno compiere quel semplice ma fondamentale gesto della donazione, dove una equipe medica e paramedica, supportata da attrezzature all’avanguardia garantiranno a tutti i nostri ammalati protezione e sollievo.
Il tutto è avvenuto con una cerimonia semplice e commuovente.
Tutte le associazioni con il proprio labaro erano presenti, con in testa i rispettivi presidenti provinciali, sig. Luigi Piva per l’ AVIS e il sig. Silvano Salvagno per la FIDAS.
Hanno preso la parola il Direttore sanitario dott. Paolo Montresor, il Primario del Centro Trasfusionale dott. Giuseppe Aprili, il Sindaco di Arcole dott. Gatti, il Sindaco di Monteforte dott. Carletto, l’Assessore di Soave sig. Soriolo, nonchè il nostro Sindaco dott. Silvano Polo.
Tutti gli interventi hanno avuto una impronta di soddisfazione e di elogio per l’opera realizzata.
La benedizione del nuovo servizio, preceduta da toccanti e profonde parole, è stata impartita dal nostro Monsignor Gino Bassan, a ricordo delle nostre radici cristiane.
Perchè è stata una cerimonia toccante?
Perchè sono affiorati i ricordi, perchè si stava inaugurando un servizio basato sulla spontaneità, sul volontariato, sulla generosità, su quanto di più bello possiamo fare: il servizio al prossimo.
Sono tornati alla memoria i tempi trascorsi, i volti e i nomi delle persone che hanno fatto la storia del volontariato, gli anni 50 e 60, quando a donare erano in pochi e sempre gli stessi perchè in pochi erano disponibili a farlo.
Avevamo a disposizione poco più di uno sgabuzzino. Il medico era quello di turno al pronto soccorso che nei ritagli di tempo veniva a misurarci la pressione.
Il flacone era in vetro, sottovuoto, che in un attimo si riempiva. Chi non ricorda “la suora”, sempre premurosa, che ci accoglieva e ci assisteva e che poi alla fine in segno di gratitudine e per “tirarti un po’ sù” ti offriva un bicchiere di crema marsala, che ti faceva uscire un po’ allegro, barcollante, con la testa che girava.
Eppure allora come oggi, la stessa fede, lo stesso entusiasmo, la stessa volontà di rendersi utile.
Sono contento che il Sindaco Polo mi abbia dato questa possibilità: molta gente non sa e non se ne rende conto che nel 2004 nel nostro Centro trasfusionale abbiamo raccolto 10.000 fra sacche di sangue intero (IL VETRO NON SI USA PIU’) sacche di plasma e piastrine concentrate.
Cosa vuol dire? Vuol dire che in un anno più di 10.000 volte una persona lascia il lavoro, i propri impegni e si reca al centro trasfusionale si mette in fila e aspetta il proprio turno. Poi deve vincere la paura dell’ago e dona il proprio sangue.
Se va bene, alla fine, prende un caffè, un panino, saluta e se ne va.
Posso dire che molti donatori non li conosco, non partecipano alla vita associativa se non per meritare un diploma o una medaglia alla nostra festa annuale.
Ma poco importa, l’importante è che ogni 90 giorni compiano in silenzio, nel più completo anonimato e senza alcuna ricompensa questo meraviglioso gesto di generosità.
E poi cosa altro vuol dire ancora più importante: che per altrettante 10.000 volte “qualcuno” ha trovato sollievo, salute, speranza, la vita, 10.000 spinte al bene 10.000 abbracci, 10.000 mani che si protendono per ricevere soccorso e aiuto.
Sono da 27 anni alla guida e alla presidenza di questa associazione da quando, purtroppo è venuto a mancare l’indimenticabile Mino Trevisoi.
Il mio impegno, la mia costanza, il mio lavoro e le iniziative dedicate all’AVIS, sono la mia riconoscenza, la ricompensa e la gratitudine che voglio dare a questo meraviglioso mondo del volontariato e questi donatori di sangue, gente umile, generosa sempre pronta all’aiuto e alla solidarietà.
In questa nostra società, posso dire, c’è ancora tanta brava gente, più di quello che si possa immaginare, solo che agisce in silenzio, che non lo fa vedere, che non fa notizia di cui nessuno parla.
L’importante è che ci sia e che oggi, in questa occasione diventi protagonista.

Olivo Zampieri
Presidente Avis Intercomunale "Mino Trevisoi" - San Bonifacio


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